Caffe Kaurismaki

Questa pagina nasce per ospitare gli interventi di chi ha voglia di dire qualcosa, per suscitare dibattiti, per “parlarci” come si farebbe in un caffè. Si chiama “Kaurismaki”, come il grande regista finlandese, perché apprezzo la sua poetica e lo stimo. Desidero ospitare qui le voci degli amici, degli amici degli amici, e di chi vorrà lasciare commenti, dare contributi, scrivere poesie, progetti, saluti, e così via.GRAZIE, FAUSTO

Comments 23

  1. per me caffè macchiato con zucchero di canna e un po di polvere di cannella.
    conosci qualcuno che lavora (Sic!) alla Motorizzazione? mi avanza una targa e non mi ricordo di quale motorino è!
    el Mahasm

  2. Complimenti a Fausto! Nonostante poco “social”, lui, le sue opere ed Elisabetta una bellissima scoperta dell’Eur

  3. Bell’incontro questa mattina al parco del Ninfeo, bellissime le pitture … particolari come l’artista. Congratulations

  4. Quello che mi ha colpito subito è la tua foto con il grembiulino e il colletto bianco mentre suona la musica dei Beatles. E così continuo a pensarti mentre vai in autobus all’EUR e tutto quello che vedi diventa quadri!
    Ma questo sito contiene tante cose: testi, fotografie, riproduzioni di tuoi lavori, musica, poesie. E si può girare nel sito da una suggestione a un’altra e da un’emozione a un’altra: l’Accademia, le mostre, i progetti, fino a quasi oggi.
    Mi colpisce anche quanto hai lavorato e lavori sulla figura femminile, ma ci sono anche tanti bambini e animali. Voglio ancora dire che questo sito così stimolante, a cui avete lavorato tu e Betta, è proprio bello!

    1. Grazie caro Sandro, anche se la mia parte è relativa. Scriviamo insieme ma il contenuto dello scritto è di Fausto.

  5. Trovo questa storia personale e impersonale interessante. Credo che mi soffermerò di più sulle singole opere che apparentemente sembrano diverse, ma in realtà hanno un’unica poesia. Riguardo allo scritto “La conquista di uno spazio “ il chiaro riferimento al museo comunale aperto pochi giorni fa, qui a Roma, mi trova perfettamente d’accordo. Io c’ero all’inaugurazione e ho trovato tutto molto imbarazzante.

    1. Sì, è veramente tutto imbarazzante, a parte gli artisti che possono essere più o meno bravi o efficaci, con più o meno poesia, non è questo il punto. È imbarazzante questo modo di agire.

  6. Te l avevo già detto che sono orgogliosa di conoscerti??? Eh sì! Visionando il tuo sito avevo intenzione di scrivere un pensiero con calma ,magari domani , invece non ho resistito …insomma vorrei scrivere tanto sulle tue opere perché tante sono le emozioni , ma lo trovo così banale anche inutile perché come si fa a descrivere le sensazioni trasmesse da un’opera ,che sia musica ,poesia ,quadro attraverso parole?
    Qui certamente si tratta di Arte , estremamente” intima” profonda ., una forte interiorità attraverso un linguaggio grafico semplice come d aldronde e’ quello che ci trasmette la natura.
    Un vero grido primordiale !🙏🏻
    Grazie Fausto , mi permetto di far visionare questa poesia ai miei conoscenti più cari .

  7. E’ molto interessante seguire l’evoluzione delle opere nella diversità dei periodi.
    Alla fine ho trovato lo scritto” la conquista di uno spazio” molto interessante, io però credo che alcune opere della street art siano importanti perché danno un messaggio sociale molto forte. Certo la maggior parte di quelle che si vedono a Roma sono brutte e poi scontate e quindi prive di quel messaggio sociale che dicevo prima.
    Ho anche visto il video del nuovo spazio a Roma e concordo con quello che ho trovato scritto.
    Aspetto di vedere nuove cose.
    Per ora grazie.

  8. L’ arte oggigiorno è trascurata, dimenticata in un’ombra, ma ogni volta che un occhio cade nell’osservazione; rivive quella fiamma nascosta.

  9. Salve, in merito all’articolo “a Jurij Gagarin” sull’arte pubblica mi permetto di lasciare un pensiero. A volte mi ritrovo a osservare opere di arte pubblica completamente slegate dalla realtà che le accoglie, leggevo proprio qualche giorno fa un articolo a tal proposito. Spesso il rapporto che dovrebbe crearsi tra le opere e il luogo che le accoglie non c’è, la maggior parte delle volte per la superficialità con cui gli artisti presumono di aver capito appieno la realtà che andrà ad ospitare le opere. Grazie e complimenti per i suoi quadri.

  10. Ciao Fausto sono assolutamente d’accordo con l’idea di un’arte pubblica, che poi non rientri nell’idea inflanzionata di Arte pubblica. A questo proposito, come lo collochi Banksy? E cosa ne pensi del suo ultimo gesto di “distruzione” dell’opera? Per tornare al tuo pensiero, sì, l’arte “alta” che arrivi a tutti senza distinzione, in uno spazio che si puo’ inventare e reinventare ogni volta. Questa arte puo’ essere ripetuta? O per essere tale deve avvenire in “one shot” come la Proiezione di Mauri? Quindi oggetti di tematica sono: l’opera, lo spazio, i fruitori e il tempo Last but non least: molto bello e fa riflettere la mercificazione del tempo che avviene nei social dove il nostro tempo diventa denaro, lo trovo attualissimo e anche questo caro Fausto dovrebbe diventare per te una fonte di ispirazione ed espressione forte, mi aspetto grandi cose in proposito. Al prossimo confronto, continua così!!

    1. Elena Ferrante ha fatto del suo anonimato un cavallo di battaglia? Oppure l’anonimato ha solo accentuato la qualità dei suoi romanzi? Oppure a lei proprio non gliene può fregare di meno di essere più o meno anonima? Magari è solo una questione di pudore. Boh? Chi lo sa. Il punto è che scrive dei bellissimi romanzi, tradotti in tante lingue, e la qualità del suo lavoro, anonimato o no, non cambia. Banksy o i Banksy, non si sa se sia uno o tanti, è un illustratore decente. E anche qui l’anonimato né aumenta né diminuisce il valore delle sue opere. È il luogo e il marketing che fanno sì che quelle decenti illustrazioni acquistino un valore simbolico e immaginifico così forte. Cosa che non accade con le opere della Ferrante, che non hanno bisogno di un luogo, primo perché è letteratura e non va esposta, secondo perché hanno valore in sé. Certo poi il luogo è imprenscindibile dalla persona. Ogni persona è sempre in un luogo, ma questa poi diventa una questione filosofica. Della bambina stracciata non so che dirti, è piena la storia di artisti che distruggono opere, sia in solitudine, vedi Francis Bacon, Michelangelo, o all’interno di performance. Mi viene in mente una performance famosissima di Cesare Tacchi che dietro una lastra di vetro scompare alla vista del pubblico mentre la vernicia. Qui era proprio l’artista che scompariva, non c’è distruzione, qui la cosa forte è l’annullamento dell’artista. Ecco diciamo che quell’azione, all’interno di un percorso di arte povera, è un’azione “alta”, e come quella di Mauri/Pasolini non so quanto popolare. Comunque quella di Banksy è chiaramente un’operazione di marketing. La prossima volta puoi scrivere “in una volta sola” invece che “one shot”? E comunque grazie. Con l’occasione ti mando un paio di link dove poi vedere un artista italiano bravissimo, secondo me, e con una storia tutta particolare: Nannetti, detto Nanof o NOF4. https://it.wikipedia.org/wiki/NOF4 https://www.youtube.com/watch?v=pOtBFxKNOHU Ciao

      1. Io invece credo che l’operazione “anonimato” abbia una sua influenza a livello di Marketing, a prescindere dal valore dell’opera. Certo, il caso Ferrante sarebbe comunque diventato tale, ma l’elemento suddetto ha una sua valenza. Poi sono d’accordo con te che l’autrice/autore non l’abbia fatto per quel fine ma per scelta artistica, cio’ non toglie che, come nel caso di Banksy, l’operazione suscita eco in piu’. In merito a Nannetti, sono incuriosita ma non posso esprimere niente di piu’, non conoscevo la sua opera, sono andata sui link che mi hai consigliato e certo sarebbe meglio approfondire perché la tematica sembra molto interessante e attuale. Buon lavoro.

  11. Lavori molto belli ma soprattutto è interessante il percorso.
    Non sono un grande estimatore dell’arte figurativa contemporanea, preferisco altre forme artistiche: performance, teatro contemporaneo… per esempio il teatro di Emma Dante mi emoziona sempre. O anche Marina Abramovic. Mi sono imbattuto per caso in questo sito, credo di capire che lei non lavori con le gallerie o online, e questo mi sembra molto strano, vista la qualità delle opere e la continuità della sua ricerca artistica. Ho letto che si è diplomato all’Accademia in scultura figurativa, guardando i suoi quadri questa è una cosa molto particolare e interessante. Si passa da immagini molto piatte a immagini con un volume dato da due segni, è una capacità di chi ha studiato in un certo modo. Insomma le devo dire che lei è stato piacevole scoperta e non smetterò di seguirla. Infine, ho letto l’ultimo articolo e i commenti. Io so che il MACRO era uno spazio inutilizzato o male utilizzato, così ho letto, e quindi mi sembra che bisognerebbe sempre applaudire uno sforzo culturale in questa città, anche se fosse di basso livello, ho capito che prima non c’era niente. Comunque io non ci sono andato, ho letto un po’ dopo aver seguito il piccolo dibattito su questa pagina.

    1. Grazie per il suo commento. Mi sembra di capire che lei preferisce la cosiddetta performance art o il teatro (e sì Emma Dante è veramente molto brava). Mi permetto a tal proposito di indicarle una performance veramente interessate, nel caso lei non la conoscesse, si tratta di Joseph Beuys chiuso in una stanza con un coyote https://www.artsy.net/article/artsy-editorial-joseph-beuys-locked-room-live-coyote – questa, come altre azioni performative, era un’azione diretta, intuibile, qualcuno direbbe che si capisce anche con la “pancia”, quindi comprensibile anche se frutto di un progetto intellettuale sofisticato. Un po’ come era l’arte di Giotto, Simone Martini, Piero, Masaccio, ecc. Credo che l’operazione del Macro Asilo sia stata invece un’operazione più “politica”, nel senso stretto del significato, che “artistica” nel senso ampio dell’evento, quell’evento è stato fatto, secondo me, sia senza progettazione che senza intuito: non si possono buttare dentro i primi amici che vengono in mente, per riempire un buco. Certo, speriamo che le altre iniziative siano fatte non solo per riempire un buco vuoto. Di nuovo grazie.

  12. So much beauty and gravity in these paintings, in the figures (humans and dog), in the trees, in the objects, in the colors themselves, but also in the spaces, which seem tangible and possessing consciousness, not voids. I love the work, bravo Sig. Olmelli.

  13. Sei sempre stato speciale . Hai sempre avuto qualcosa in più. . Ma che ne sanno dei nostri giochi tra via Farfa e via Nonantola. . Sembra ieri e tu sei sempre stato meglio di noi

    1. Ciao Claudio, grazie per queste parole, ma sinceramente non è così. Eravamo tutti speciali, ma anche semplici. Il luogo era particolare, fuori dal mondo. Grazie per avermi scritto

  14. Buonasera, mi sono imbattuta per caso nel suo sito, cercavo compagni di scuola che avessero fatto l’Istituto d’Arte alla fine degli anni 70-80, tramite una persona su Facebook ho avuto il suo nome, ma noi non ci siamo conosciuti a scuola, anche perché io ho iniziato nel ’78 e credo che lei abbia finito più o meno in quegli anni. Leggendo però quello che scrive, ha reso perfettamente l’idea di come era la scuola. Sono pienamente d’accordo con lei. Mi sono poi concentrata sulle immagini, le ho trovate molto riconoscibili, personali, particolari e voglio farle un complimento: molto “poetiche”, un aggettivo che come vedo lei usa spesso. Questo è difficile da vedere in giro. Ho capito che non fa mostre ma è presente sui social? Perché non ho trovato la sua pagina Facebook. Infine in questo periodo tutti parlano di arte pubblica, e sembra una cosa semplice ma anche nebulosa, difficile da definire. Riguardo poi al post “La conquista di uno spazio” ho letto anche il carteggio relativo. Io sono andata al Museo il giorno dell’inaugurazione e sì era tutto imbarazzante come dice lei, o come dici tu, se posso darti del tu. Sarebbe bello se su Caffè Kaurismaki uno potesse mettere anche delle immagini, io qualche volta dipingo in modo astratto, informale, non ho mai studiato figura, anche perché poi non ho fatto l’Accademia, e mi farebbe piacere avere una tua opinione sul mio lavoro. Cordiali saluti. Maria Teresa

    1. Sì certo che possiamo darci del tu. Per quanto riguarda le immagini io non credo che si possano mettere, comunque non sono io a gestire questo sito, e neanche mia moglie che tra l’altro è quella che scrive, io ho problemi a scrivere, quindi mi informerò. Lasciami dire qualcosa sui social che io non frequento un po’ perché sono incapace, un po’ per una questione ideologica. Credo siano uno strumento sicuramente efficace per diffondere notizie, opinioni e altro, non è però il mio mondo, anzi, per dirla in modo molto sincero, i social così come si stanno configurando sono un mondo che mi fa un po’ schifo, un mondo di odiatori, di superficiali… io non credo che sarei in grado di gestire una pagina Facebook del mio lavoro senza subirne le conseguenze e senza che il mio lavoro ne subisca, credo che ci siano persone capaci di farlo, chissà quanta gente è capace, io non lo sono. Questo per me è un problema, ne parlo spesso e spesso vengo bacchettato, da mia moglie, dai miei amici, da persone che come te – credo – pensano che siano uno strumento valido per far vedere il proprio lavoro, per entrare in contatto con molte persone, o per vendere. E comunque grazie, mi hai dato la possibilità di parlarne, io non so neanche se in questo momento questo è un “social”. Io veramente, credimi, cara Maria Teresa, sono molto ignorante in materia. Grazie per i complimenti sul lavoro. Comunque puoi mandarmi le foto dei tuoi quadri alla email del sito: dialoghi@faustoolmelli.com.

  15. È davvero piacevole viaggiare per il sito imbattendosi in opere d’arte. Apre la mente e ti fa pensare, in una società che non è più abituata a farlo. Grazie

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